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FEDERICO MARTINO. IL DALAI LAMA? INVENTATO DALLE POTENZE OCCIDENTALI

settembre 02, 2017

FEDERICO MARTINO. IL DALAI LAMA? INVENTATO DALLE POTENZE OCCIDENTALI

settembre 02, 2017
Si avvicina la data fatidica, l’arrivo cioè del Dalai Lama a  Messina, e fioriscono in rete osservazioni, riflessioni e pensieri in libertà. Soprattutto in riferimento alla decisione, in solitaria, del signor Free Tibet che arde dal desiderio di dare la cittadinanza onoraria all’Icona Globale.
Ora io mi chiedo: cosa rappresenta il Dalai Lama? Che ruolo ha nello scenario mondiale? Detto brutalmente siamo di fronte al Capo di uno Stato teocratico che esiste in quanto incarnazione di Budda.  Il buddismo, come forse non è a tutti noto, non era, nell’ insegnamento del Budda, una religione ma una filosofia che stabilisce una serie di regole di comportamento, con lo scopo di estinguere la reincarnazione. In altri termini, ridotta al nocciolo, si sostiene: ti separi da tutto il mondo, ti distacchi completamente dagli accadimenti terreni e avrai il Nirvana. Insomma la fine dell’individualità.




Ma il lamaismo, spiegano gli esperti, è altra cosa rispetto al buddhismo originario. In Tibet si lega a una tradizione induista, tantrica, locale, farcito da un complesso di regole magico- religiose che diventano la sostanza, mentre il buddismo si riduce a un abito esterno, meglio a un orpello.
“Pensare, oggi, di rimettere il Dalai Lama al potere, è una bestemmia contro la Storia e contro la Logica, afferma Federico Martino, finissimo intellettuale della nostra città. Si tratta di accettare l’idea di ripristinare uno Stato arcaico, teocratico,, peggio che medievale, cioè la negazione della tanto decantata “Democrazia”, per la quale l ‘Occidente fa guerre, inventa Primavere e determina catastrofi umanitarie da fare invidia al Terzo Reich. Sul piano concettuale, lamentarci per la fine di questo tipo di Stato, è ridicolo. Il Tibet è occupato dai cinesi. Riportare il Dalai Lama a capo del suo paese avrebbe bisogno di una legittimazione da parte del popolo, cioè della negazione del fondamento del potere del Dalai Lama, che è … la sua “reincarnazione come Budda!!!” 



In conclusione, sostiene Martino, Accorinti ha ceduto a una volgare strumentalizzazione che le potenze occidentali fanno (da molto tempo) della figura del Dalai Lama. Ma, che, nello scontro”interimperialista” tra Cina e Occidente, quest’ ultimo crei i suoi comodi e utili miti, è assolutamente normale. Il grave è che per effetto di una sostanziale ignoranza, il gonzo di turno cada nella trappola e sprechi una buona occasione proponendo la cittadinanza onoraria messinese al sostituto del Papa Re, cioè al Lama Re.
“Se proprio si vuole “sprovincializzare” la nostra disgraziata città, compiendo un gesto simbolico di dimensione “globale”, perché non dare la cittadinanza a Marwan Bargouti, leader dell’ intifada, condannato da un atro Stato teocratico a dodici ergastoli (!!!), che rappresenta l’ aspirazione ad una Patria dell’ intero Popolo palestinese? Con cui, peraltro, noi Siciliani abbiamo molto più in comune che col rispettabilissimo Popolo tibetano, da cui tutta una tradizione storica e culturale ci differenzia”. Adele Fortino
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