sabato, maggio 21

MA CHE RAZZA DI MAFIA E' QUELLA DELL'ATTENTATO AD ANTOCI?

Giuseppe Antoci, detto Peppino, Presidente del Parco di Nebrodi (nominato dal Governatore Crocetta e amico intimo dall’on.le Peppe Lumia), balzato agli onori della cronaca nazionale per avere subito un attentato nella notte tra martedì e mercoledì, nel percorso tra Cesarò e San Fratello, viene descritto da chi lo conosce bene, a Santo Stefano di Camastra suo paesello natio, come un “polpettone”. Che, da quando fu intimidito la prima volta dalla cosiddetta “mafia dei Nebrodi” ed ebbe assegnata la scorta, ne fece un uso disinvolto, da gita scolastica, utilizzandola per amene passeggiate con ciò attirando su di sé la bonaria ironia dei compaesani.



Anche l’attentato ha lasciato di stucco gli stefanoti. Come è possibile, ci si chiede nelle conversazioni dei bar, che un gruppo di fuoco attrezzato come quello tortoriciano, spari tre colpi di pistola su un’auto blindata e lasci come ricordino tre buchetti e, a latere, due bottiglie molotov? Non sanno i malavitosi della zona che l’auto blindata resiste anche alla lupara? E perchè l’esperto autista del presidente quando si vede la strada sbarrata da quattro pietre, non supera velocemente l’ostacolo a sinistra e fila via verso lidi più sicuri?

E’ chiaro che nei piccoli centri le maldicenze la fanno da padrone ma io non trovo prive di senso tali osservazioni anche alla luce del fatto che il presidente Crocetta, paragonato, per il suo stile folkloristico da Pietrangelo Buttafuco, Pappagone, ha cantato un accorato peana contro la violenza malavitosa promettendo sfracelli quale appassionato corifeo, antico cantore dell’antimafia. Ma, mi chiedo, trattasi di quella antimafia di carta che va di moda di questi tempi? Adele Fortino

Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive