giovedì, ottobre 13

LAURA AUTRU RYOLO: IO LA RICORDO COSI'

Stamattina, all’alba, è morta Laura Autru Ryolo. L’ho seguita un po’ più da vicino in questi ultimi tempi perchè la sorte ci ha portato a vivere nello stesso complesso. Il male sparviero l’aveva aggredita alcuni anni fa. Tornava da un viaggio in Egitto (lei era cittadina del mondo) e sul volo che la portava a casa ebbe una sorta di “sturbo”, un malessere del tutto nuovo che la costrinse a indagare. La sentenza fu terribile. Fu operata da un neurochirurgo del nord, l’intervento, mi raccontò lei, fu pesante perché realizzato con l’anestesia locale. Lei, sotto i ferri, seguiva su un video e il medico, a seconda delle risposte di Laura, tentava di non toccare centri essenziali del cervello. 




Si riprese e ricominciò il suo lavoro di penalista, ottima preparata matura penalista. Restrinse però, inesorabilmente il campo d’azione, non si occupò più dello studio che aveva a Bruxelles  e il suo passo si fece stanco, le sue arringhe più sofferte, il male sparviero si stava impossessando di lei. Colpita nella parte più brillante del suo corpo. Fino a che si accucciò sulla sedia a rotelle e concentrò le sua residue energie sul recupero di una porzione infinitesimale di benessere. Quando l’altro ieri un ambulanza la portò in ospedale per attaccarle in vena il nutrimento artificiale, compresi che eravamo alle ultime battute vitali. Laura ha avuto una sorte avversa, perché ha cessato di vivere, dopo grandi sofferenze. Ma Laura è stata al contempo fortunata perchè seguita passo passo dal padre, avvocato Luigi, il fondatore dello studio e dal dolcissimo fratello Tommaso, pronto a intervenie in piena notte per darle sollievo.



 Mi conforta ricordare Laura alla festa dei suoi quarant’anni a Rodì, nel “feudo” di famiglia. Lei era bellissima, zigomi aristocratici a definire un viso perfetto, sorrideva contenta e brindava con i suoi ospiti. Il padre aveva fatto imbandire per lei una tavola piena di leccornie, cibi speciali, dalle ostriche ai dessert deliziosi, champagne di annata e frutta esotica.

Ciao, Laura, amica mia, voglio far vivere quest’ultima immagine di te: creatura felice, privilegiata, acuta nell’intelletto, colta nello spirito. Adele Fortino

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