martedì, maggio 30

AMALIA CESAREO:L'ARTISTA ARISTOCRATICA CHE PARLA ALLA LUNA

“Malìa ” è il titolo della mostra di Amalia Cesareo,  che, se da un lato evoca contesti incantati dall’altro ci riporta al nome dell’artista troncato  da una sorta di <alfa privativo>: un gioco di parole che parla di paesaggi argentati dalla luna, madonnine attente al bambinello, paladini saraceni colorati ed efebici, il tutto realizzato su pezzi di legno consumati dal mare, frammenti di un mondo che fu, raccattati sulla spiaggia di Capo Milazzo, dopo una tempesta  furibonda o abbandonati dallo sciabordio delle onde mentre impera la bonaccia.



Amalia è una creativa che, da sempre, si esprime lavorando con passione i “tesori del mare”( “i miei figli hanno mangiato pasta condita con colori acrilici”) prendendo spunto dalla loro forma acquisita dall’incessante va e vieni delle onde e “aggiungendo” ciò che la stessa forma le suggerisce.
Scrive sulla brochure di presentazione il noto pittore Enzo Celi: “…e anche quando  (Amalia) ci consegna la bellezza della natura, spesso questa  bellezza rivela qualcosa di tragico, di drammatico perché attinto da fatti o da condizioni che l’artista vive senza pietismo, né esitazione ma con coraggio e generosità”.
Accettiamo, senza polemizzare, la sensazione di dramma incombente letta da Celi ( intravedo in Amalia  vitalissimi segni di felicità di vivere) ma quanto alla generosità della Cesareo possiamo testimoniare che questa c’è, nei fatti: Amalia non ama vendere le opere esposte alla “Pegaso”, semmai le regala con incedere aristocratico. L’unica concessione  che fa al “mercato” la realizza esponendo le proprie opere in una piccola quanto raffinata galleria, gestita con grazia dall’amica Teresa Martines, in via Ghibellina. Guardare, per emozionarsi. Adele Fortino

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